...ma sono ancora vivo. L'aereo non è cascato. Sono di nuovo in terra di Germania.
Ma vi va di lusso, è un bel po' di tempo che nessuno deve sorbirsi i miei soliti svarioni. A dir la verità è parecchio tempo che, com'è evidente, non scrivo nulla, mi trovo sempre più immerso nel presente e, non so come mai, se la testa viaggia è diretta al passato.
Vengono a galla
cose
Paulo Maiora Canamus
giovedì 23 febbraio 2012
domenica 8 gennaio 2012
Amicizia maschile
Metti una cena al giapponese. Non avevo mai mangiato giapponese. Mi piace.
Metti che siamo in sette. Noi sette. Erano anni che non capitava. Uno sta per ripartire per la Cina, uno per il Belgio, io per la Germania, uno si svincola dalla moglie e dal pargolo ecc ecc. E cose così.
"Vi amo tutti"
"Perchè sono circa 15 anni che non cambia niente?"
"Esattamente"
Porca puttana, vi amo tutti, bastardi
Metti che siamo in sette. Noi sette. Erano anni che non capitava. Uno sta per ripartire per la Cina, uno per il Belgio, io per la Germania, uno si svincola dalla moglie e dal pargolo ecc ecc. E cose così.
"Vi amo tutti"
"Perchè sono circa 15 anni che non cambia niente?"
"Esattamente"
Porca puttana, vi amo tutti, bastardi
martedì 6 dicembre 2011
volendo esagerare ma non più di tanto
La Primavera araba? Più che una primavera sarà un inverno nucleare.
martedì 29 novembre 2011
gettare l'ancoraaa! splash.
Ed eccoci arrivati su Blogger. Saluti a tutti!
Non scriverò un post di presentazione, ci sono 3 anni di blog importato da Splinder là sotto, dovrebbe bastare.
...che si dice da queste parti?
:)
Non scriverò un post di presentazione, ci sono 3 anni di blog importato da Splinder là sotto, dovrebbe bastare.
...che si dice da queste parti?
:)
domenica 9 ottobre 2011
s/buffo
Ha dell'assurdo il fatto che ti abbia sognata stanotte. Uno di quei sogni molto vividi, molto reali. Nitidi. Di quelli che si ricordano in chiarezza e dettaglio. Abbastanza da spingermi a scriverlo qui, per lavarmelo via dal cervello.
La location è tanto precisa quanto inconcepibile. Pesaro, incrocio tra viale Zara e viale Cesare Battisti. Ma com'era almeno quindici fa, anno più, anno meno, prima che dessero una sistemata seria al viale. Non ha il minimo senso. Ma c'è il sole e brezza marina. Poca gente in giro e molta primavera. Comunque, me ne stavo all'angolo a girarmi una sigaretta di Drum quando ti vedo arrivare. Tu non mi noti. Sul viso porti pallore, stanchezza e una sigaretta nervosa. Hai i capelli lunghi e sciolti. Sul corpo un paio di jeans e una giacca a vento maschile scura e troppo grande. Stai portando a spasso due cani, uno bianco col collare rosso, un po' più grande del tuo Nero, e l'altro invece è uno stupido piccolo sgorbio marrone. La totale assurdità della scena mi fa capire che è un sogno, ma mi avvicino per scoprire veramente se sei tu. E salutarti, perchè essere scortesi, in fondo, anche se è solo un sogno? Così penso, mentre mi accendo la cicca e attraverso la strada per piazzarmi davanti a te. Quanto tempo, come va? ti dico banalmente. Tu resti di sasso per diversi secondi, mi guardi turbata, visibilmente seccata. Poi ti getti tra le mie braccia e ci baciamo. Era proprio un bacio di quelli nostri, non un bacio a caso, la stessa sensazione di frenesia e fame di quando lo facevamo tanti anni fa, quando eravamo solo due sciocchi felici ragazzini. Con la variante che stavolta sento tanto affetto quanto disprezzo. Poi sorridi e mi dici: adesso non sento più freddo. Ma è chiaro che non ti stai riferendo a quello che è appena successo. Senza una parola ti do il braccio, e ci mettiamo a passeggiare a braccetto, come una volta, senza una meta. Ah sì, intanto quei due cazzo di cani sono svaniti misteriosamente. Meglio così. Per parecchio tempo non ci parliamo, non ci guardiamo neanche, finchè non ti dico: è una pessima idea farti vedere con me. Non mi importa, dici tu. Replico che dovresti smetterla di giocare con la gelosia altrui. Nessuna risposta. Una lunga pausa. Poi dici: te l'ho già detto che non sento più freddo. Io non ti rispondo, augurandomi che sia vero per davvero, perchè hai sempre, sempre avuto freddo.
martedì 16 agosto 2011
doppelpost 2 di 2 : ...ed il faceto
Se mi si presenta l'occasione di provocare innocentemente le persone attorno, io la colgo? Ma claro que sì!
Piccola premessa: c'è stato un tempo in cui andavo a spasso con una ragazza e la di lei sorella di parecchi anni più piccola. Ci divertivamo tantissimo a prendere per il culo la gente facendo finta di fare la famigliola, cosa che per altro sarebbe stata impossibile anche sbagliando di troppo l'età della piccola al ribasso e la nostra al rialzo. Ma era divertente proprio per questo. Ricordo ancora la faccia di un idiota in particolare e mi viene da ridere. Ecco, mi sono divertito in modo molto simile qui in crucconia andando a fare la spesa con una bella quarantenne russa ed il pargolo. Eccovi subito a pensar male. Bravi, così vi voglio, ma avete sbagliato. La bella signora è la signora di mio zio (evidentemente in famiglia abbiamo ottimo gusto in fatto di donne) ed il pargolo è il mio cuginetto. Ma continuiamo col quadretto dicendo che ci assomigliamo tanto, al punto che è capitato più volte che scambiassero mio padre per il padre di mio zio, mio zio per mio fratello e mio cugino per mio figlio. Riassumendo, abbiamo una quarantenne russa che non ha scritto in faccia che è russa, un trentenne che ha scritto in faccia che è italiano, e un casinista di sette anni che è figlio di una e potrebbe esserlo dell'altro, ma, particolare non da poco, chiama sua madre "mamma" e me per nome. Mettiamo il tutto in un affollato supermercato di malpensanti, come ovunque. Il bimbetto vuole che lo prenda in braccio e lo metta nel carrello a sguazzare in mezzo alla spesa. Cosa volete che faccia io, se non giocare affettuosamente con lui mentre evito che sforacchi i pacchi con le dita e simili amenità da sabato pomeriggio? E spingere il carrello mentre lui urla mamma, voglio questo, più veloceeee, mamma guarda, e io gli dico, daiiiiii stai buonoooo? E intanto mi godo le facce delle persone che vedono quello vogliono vedere. Ma la ciliegina sulla torta arriva improvvisa e inaspettata. Lei si toglie la giacca e sotto ha una maglietta con su scritto: "Italians do it better" (evidentemente le donne hanno ottimo gusto in fatto della nostra famiglia). Bam, come una sprangata in faccia, una stampa bianca sul nero. E allora sì che le persone hanno cominciato veramente a vedere quello che volevano vedere.
C'è solo una parola per descrivere la scena.
Epico. Assolutamente EPICO.
doppelpost 1 di 2 : tra il serio...
Ebbene sì, prima o poi doveva succedere anche qui in Vestfalia. Mi sono dovuto tagliare i capelli, e come al solito mi sono tirato la solita rasata 4 mm. Ho regalato alla parrucchiera (qua vicino quella c'è e non ho tempo di cercare altro) una nuova esperienza professionale; è uno spettacolo dire che vuoi far sparire tutto e vedere un numero n di teste che si voltano verso di te e lei che pensa di aver capito male. Del resto, io non so il tedesco, ma lei aveva capito bene. Che poi, a pensarci bene, per fortuna non so il tedesco, altrimenti avrei capito tutte le cazzate che le signore si stavano raccontando. Ma non è questa la cosa seria, quella arriva dopo, nel primo pomeriggio, quando porto un cappuccino ad un vegliardo cliente abituale. Sì, faccio il cameriere, tra le altre cose, e sì, senza parlare tedesco. Comunque, il signore è ormai piuttosto confuso, gli capita di dire parole a caso, che dal canto mio fa più o meno uguale, ma la cosa si capisce dalla reazione della moglie: se scoppia a ridere o scuote la testa, lui non ha detto nulla di sensato. Ma scatta l'imprevisto. Gli si legge negli occhi un risveglio, si vede un velo che cade, e salta sulla sedia dicendo che ha visto che ho tagliato i capelli, ottimo taglio, ottimo davvero, e cose così. E la moglie tace. Io non ci faccio caso, ma ci fa caso un altro cliente abituale, anche lui ormai non troppo lucido e sulla sedia a rotelle, che prima non mi aveva badato e improvvisamente reagisce allo stesso modo, mi chiama per pagare il suo eiskaffee e senza sapere quanto fa il conto butta lì 10 euro dicendo tieni, tieni tutto, bravissimo, bravissimo, così si fa, e cose così.
Il punto è che ero davvero troppo impegnato in quel momento per cogliere al volo di aver fatto ricordare a due ultranovantenni tedeschi la loro giovinezza. L'ho ben colto dopo e, porca puttana, mi sono venuti i brividi.
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